| ASSOCIAZIONE CULTURALE "ACHERUNTIA" | ||
| VIA UMBERTO I - 85011 - ACERENZA (POTENZA) |
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OTTOBRE 2000 |
LA LINGUA BATTE .... OSSIA VIABILITÀ E TRASPORTI IN ALTO BRADANO |
di Nicola Venosa |
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di Canio Pavone UNA STORIA CHE SI FA CORTEOdi Maria Antonietta Morlino di Nicola Venosa
LA LINGUA BATTE... OSSIA VIABILITÀ E TRASPORTI IN ALTO BRADANO di Nicola Venosa QUANDO LA RICERCA È VERA PASSIONE E VERA PROFESSIONE
L'ANGOLO DEI GIOCHI MATEMATICI di Pina Chiummiento
AUGURI DI BUON COMPLEANNO A...
di Enzo Sivo |
Nel mese di Settembre si è riunita a San Severino Lucano la conferenza dei Vescovi di Basilicata che tra l’altro ha lanciato un appello alle autorità civili e politiche affinché si adoperino per rendere vivibili i comuni delle aree interne, cominciando dalla cura delle rete stradale, altrimenti i paesi montani che già sono in via di spopolamento rischiano di essere completamente abbandonati. Abbiamo tirato un sospiro di sollievo allorché abbiamo visto asfaltare il secondo tratto di strada che collega Acerenza Scalo a Pian del Cerro, allorché hanno aperto la nuova strada per Bari che evita l’attraversamento di Gravina, continuiamo a soffrire nel vedere di nuovo sospesi i lavori del viadotto che doveva essere finalmente consegnato a gennaio del 2000 e continuiamo a percorrere l’impervio tracciato della curva di "caniott". Da sempre viabilità, collegamenti, servizi sono stati argomenti di propagande elettorali ad ogni livello, poiché si dice che l’isolamento impedisce lo sviluppo produttivo e commerciale di un’area. Il risultato di questo isolamento crediamo sia da attribuire alla mancanza di un progetto organico per le infrastrutture in Basilicata. Non sappiamo in che misura e con quale criterio la regione Basilicata ha investito per interventi su strade e ferrovie per avvicinare in modo più rapido i vari comuni tra loro, le due province tra loro, la nostra regione con le altre; si ha la sensazione che manchi un disegno organico, coordinato nella realizzazione di queste infrastrutture regionali. E’ vero che la Basilicata ha un territorio, da un punto di vista geografico, molto complesso, è vero che la popolazione diffusa sul territorio è a bassa densità, ciò non toglie anzi corre l’obbligo assicurare a tutti quantomeno la conservazione e la manutenzione della rete viaria e ferroviaria esistente. L’accentramento di uffici, ospedali, scuole, insediamenti produttivi non deve far trascurare o annullare i collegamenti e i servizi per poterli raggiungere. Occorrono scelte coraggiose e coerenti affinché le aree interne possano conservare la loro identità e se vogliamo che crescano occorre garantire anche la viabilità minore, non è più pensabile che una rete di collegamento con il capoluogo debba essere soggetta ad attraversamento di centri abitati. Il sistema di costruire strade di scorrimento veloce lungo le fondovalli sembrava una soluzione per assicurare a tutti i cittadini di Basilicata il diritto a viaggiare, così è stato per chi si affaccia sulla basentana, ofantina, val d’agri, valle del noce, sinnica, vulturina, saurina....... Chi non ha avuto fortuna è stata la bradanica che intanto è ancora in costruzione e poi ha deviato verso la Puglia per cui i comuni che affacciano sul Bradano sono tagliati fuori. Alla fine degli anni sessanta esisteva un progetto di una strada bradanica a scorrimento veloce con un tracciato che comprendeva anche la nostra valle del Bradano e vi si scrisse che "qualsiasi altro tracciato lederebbe i legittimi interessi e comprometterebbe ogni sviluppo commerciale e turistico, all’intera Lucania e conseguentemente ai comuni dell’alta valle del Bradano i quali attualmente sono tagliati fuori da sbocchi verso le zone di alto sviluppo industriale e commerciale." Era la fondovalle che si collegava alla Potenza - Melfi, era la strada che si ricollegava alla 96 bis per Bari era in definitiva la Potenza - Bari, perché non si è mai realizzata? Non sarà stato il timore di fughe commerciali dal capoluogo?
Un potenziamento e un ammodernamento della linea ferroviaria con interventi del tipo metropolitana in modo da ridurre i disagi e i tempi di percorrenza con una migliore scelta delle corse nelle ore di punta, uniformando le tariffe a quelle degli autobus in modo da essere sempre più aderenti alle esigenze dei viaggiatori siano essi studenti, lavoratori o passeggeri occasionali. Fino a quando continueremo a costruire pezzi di strada senza sapere dove portano, fino a quando avremo trasporti pubblici che servano solo a garantire lo stipendio ai dipendenti non potrà migliorare la qualità della vita di chi vorrà continuare a restare aggrappato alle proprie radici. In attesa chiediamo alle autorità competenti che in queste aree svantaggiate è con scarso insediamento abitativo vengano rilanciati i trasporti pubblici e venga fatta la manutenzione ordinaria e necessaria alle strade esistenti che intanto assicurano il collegamento su questo territorio.
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