ASSOCIAZIONE CULTURALE "ACHERUNTIA"
VIA UMBERTO I - 85011 -  ACERENZA (POTENZA)

 

INDICE NIBBIO

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CORTEO STORICO

CATTEDRALE

 APRILE 2000

STRITOLATO DA UN SERPENTE D'ACCIAIO

STRITOLATO DA UN SERPENTE D'ACCIAIO

 

RAGNATELE, RAGNI E MOSCHE

 

LA CATTEDRALE DI ACERENZA MILLE ANNI DI STORIA ... E DI TRIBOLAZIONI 

 

C'E' SEMPRE UNA PRIMA PIETRA

 

INTERNET: UNA FINESTRA SUL MONDO

di Antonio Famularo

 

I LUCANI

di Leonardo Sinisgalli.

 

L'ANGOLO DEI GIOCHI MATEMATICI

di Pina Chiummiento

 

NOTIZIE IN  .... BREVE

 

PELLEGRINAGGI GIUBILARI IN CATTEDRALE

 

AUGURI DI BUON COMPLEANNO A...

 

Toronto, Winnipeg e Montreal, le tre città più importanti dello stato del Canada, sono state visitate nelle scorse settimane da una delegazione della Società Consortile "La Basilicata dei Turismi", l'insieme dei consorzi lucani in materia di turismo.

La delegazione ha avuto una serie di incontri molto produttivi con tour operators, giornalisti, organizzatori di viaggi in Italia, per la presentazione dei prodotti tipici lucani e di itinerari turistici di grandi suggestioni. I prodotti tipici e l'immagine culturale della nostra Regione, sappiamo bene che sono veicoli potentissimi per rendere la Basilicata visibile nel mondo.

Non si deve parlare di Basilicata solo per il petrolio della Val d'Agri e la Fiat di Melfi, ma anche per ricchezze più grandi quali i tesori archeologici, monumentali e ambientali.

Molte sono state le iniziative messe in atto in questa direzione negli ultimi anni: mostre archeologiche in varie nazioni del mondo (Francia, Germania, Stati Uniti, Australia, Argentina e l'ultima in Canada a Montreal, con una presenza di oltre 62 mila visitatori), partecipazione a fiere nazionali ed internazionali.

Della delegazione, cui si accennava, facevano parte anche i nostri amici – soci Avigliano e Caruso, gestori dell'Hotel Ristorante il Casone, i quali prima di partire hanno pensato bene di fare una buona scorta di materiale pubblicitario di Acerenza, fornito dall'Associazione Culturale: videocassette, dépliants, brochures, fotografie, calendari e quant'altro poteva essere utile per far conoscere oltre oceano la nostra cittadina.

In verità, ad Acerenza, grazie alle numerose iniziative: celebrazioni del IX centenario, Corteo Storico, partecipazione alle fiere, organizzazioni di iniziative culturali a carattere nazionale, convegni, tesi di lauree sulla Cattedrale, sulla città e il suo territorio, pubblicazione di libri, ultimo quello della prof.ssa Pina Belli D'Elia, curato dalla edizione Osanna di Venosa, presentato ufficialmente nei giorni scorsi e infine il Giubileo di fine millennio, ecc.. negli ultimi anni le presenze si sono triplicate, si calcolano in oltre trentamila ogni anno. Queste presenze però sono molto fugaci, durano lo spazio di poche ore, di una visita, non sempre "guidata", alla cattedrale;

allora come rendere più duratura la presenza? L'iniziativa, o il progetto del "Borgo Albergo" ha cominciato lentamente e faticosamente a muovere i primi passi, nel centro storico si sono ristrutturate alcune unità abitative e altre recuperate in passato con i fondi della 219, sono state messe a disposizione per accogliere nuclei familiari desiderosi di trascorrere alcuni giorni lontano dalla vita frenetica e stressante delle città e le richieste, anche via internet, non mancano.

Questa immagine di centro storico interessante, pulito, invitante, rilassante, che faticosamente negli anni si va costruendo attraverso le iniziative citate, sta per essere distrutta in men che non si dica. L'ennesimo attentato all'immagine si sta perpetrando sotto gli occhi incuranti di tutti, impossibile non notare lo scempio che si sta commettendo in queste ultime settimane, nei confronti del centro storico: un interminabile serpente d'acciaio sta avvinghiando e stritolando in una morsa letale case, palazzi, piazze, vicoli e non solo, ma anche, ed è ancora più grave, i bei propositi, le belle immagini vendute, orgogliosamente pubblicizzate, quelle piazze – salotto che sognavamo nel tempo, in largo Gianturco, in piazza Glinni, piazza Roma, largo Duomo.

Si stima che questo serpente d'acciaio debba allungare le proprie spire per oltre due km, solo nel centro storico; altrettanto antiestetiche, come un pugno nello stomaco, sono quelle numerose cassette lungo le strade, (vedere per credere). Dove sono finite quelle in rame previste e promesse in un primo momento? Dove sono finite le buone intenzioni, la buona volontà espressa più volte e in più occasioni di evitare il più possibile sgradevoli impatti ambientali. Forse che Acerenza è il primo comune ad essere metanizzato? E allora l'esperienza altrui non è servita a nulla, anche i comuni dell'Umbria sono tutti serviti dal metano, quelli della Toscana, del Trentino, per citare alcune regioni, in nessuno di questi si è compiuto lo scempio che si sta ponendo in atto in Acerenza, perché dobbiamo essere diversi, considerati terzo mondo, ignoranti e subire passivamente in nome di un servizio, certo importante, ma che può, allo stesso modo, essere erogato con un'attenzione particolare a non distruggere quel poco di buono che possediamo e che dovremmo custodire gelosamente. Le soluzioni c'erano e ci sono. Innanzitutto si chiede di riparare i danni già causati, si è ancora in tempo, è possibile salvare fino a quando i lavori sono in corso, inoltre se vigilassimo sulla esecuzione dei lavori, se fossimo più attenti, più sensibili, se amassimo un pizzico in più la nostra comunità, la stessa sarà più grata con noi e forse saremo in grado di agganciare quest'ultimo vagone di un treno chiamato "turismo" che sta per partire e che non avrà più un ritorno.