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SILENZIOSO BORGO…
Vette di montagne si profilano all’orizzonte,
lì sulla cresta più alta
domini tu Acerenza e dal tuo cuore
pulsa padrona la tua cattedrale.
Ti estendi sui cigli e sui fianchi di una rupe
e da lì l’occhio del guardante
ti eleva a fortezza inespugnabile.
Eppure per le tue viuzze in antica pietra
ci mostri il vetusto centro
dalle cui stradine deserte
riecheggiano ricordi lontani
di vecchi sapori, di luci soffuse
e di brulicanti chiacchiericci
che un tempo animavano il
tuo avvenente borgo,
oramai, silenzioso e spento.
Antonia Saluzzi
TORNANDO DA ACERENZA
Sono finite le vacanze,
ho dimenticato le vecchie usanze
meridionali
e gli amici compaesani.
E dopo lo svago che ci sarà?
Il ritorno in città.
Sono a Bologna e già
sento l'aria che cambia
come il mio umore
e penso alle passate ore
con i miei compagni più cari.
La fìtta nebbia oscura tutto
tranne i miei pensieri che vanno a quel campetto
dove giocavo a calcetto
e a ogni zuffa
ognuno si tuffa
per dire la sua.
Vedo case fabbriche un centro abitato
e penso al mio paese semisvuotato.
Lì gioia non manca
ma se non sudi tanto, poco si campa.
Gioia e dolore
con gente piena di cuore.
Ora son qui su un bianco foglio
e penso al mio più grande germoglio
lì in meridione:
un gruppo amicone di compagni veri!
Michele Agatiello
“Michele è in prima media.
Acerenza è un paese in provincia di Potenza da cui provengono i genitori.”
(cit. tratta da “Del Duemilaedue” di Agostino Aldrigo
ACERENZA
Quando Acerenza
È velata di nebbia,
nei mattini d’autunno,
venendo da Genzano
si spiegano le terre
circostanti come metri
e metri di tela
appena disciolta,
variegata, d’uguale tono,
trapunta delle casette
di Riforma,
e da casolari massicci,
come antichi castelli
suggestivi. Abbaiano
cani correndo incontro
con la testa alzata.
M’inerpico tra siepi
di rovo e canneti
per balzi. Acerenza
appare forte
nelle mura ricurve
sulle punte di giovani
cipressi.
Nella parte nuova
una scuola
di linee schiette
per l’agil colonnato
maestosa come un tempio
è aperta al sole.
I ragazzi hanno
il volto colorito,
lo sguardo compreso
di storia.
Fare scuola
è un rito sacro.
Rosa Osanna
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