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| ASSOCIAZIONE CULTURALE "ACHERUNTIA" | ||
| VIA UMBERTO I - 85011 - ACERENZA (POTENZA) |
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MARZO 2002 |
ADDIO, CARA LIRA |
di Saverio Monaco |
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CHI E' IL PIÙ BELLO DEL REAME?
di Canio Cataldo
IMMAGINARIO INFANTILE E FIABA MODERNA .... di M. A. Morlino
di Saverio Monaco
ITC ACERENZA, LAVORI IN CORSO!!! di Ivan Leone & Pasquale Marmo
NOSTALGIA (RICORDI D'INFANZIA) di Giuseppe Mancaniello
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Un caso di Sistema Monetario Unico: L’Unione Monetaria Latina. Nel corso della storia dell’uomo vari sono stati i tentativi di introdurre una moneta comune. Già dai tempi dell’antica Roma, a mano a mano che il suo dominio si allargava, si sentì la necessità di adottare un sistema monetario unico su tutte le terre conquistate: esso culminò con l’imposizione coattiva su tutti i territori assoggettati di un’unica moneta d’oro. Iniziarono, così, a sorgere le zecche di stato che avevano il compito di coniare le monete ed erano di esclusiva proprietà dell’imperatore. Ma, a causa del crollo dell’Impero Romano, inevitabilmente, arrivò anche la fine di questo sistema monetario. Fu, poi, l’imperatore Carlo Magno, re dei Franchi e fondatore del Sacro Romano Impero ad instaurare un nuovo sistema monetario unico. Ma, per trovare il più duraturo e complesso tentativo di unione monetaria in Europa bisogna fare un salto di un intero millennio. Francia, Belgio, Svizzera ed Italia, stati ancorati al bimetallismo, su pressione del governo imperiale francese, insieme alla Grecia, aderirono nel 1865 alla Convenzione di Parigi dalla quale nacque l’Unione Monetaria Latina. Lo scopo di tale unione fu, soprattutto, quello di stabilire delle regole precise per consentire l’accettazione in uno dei cinque paesi membri delle monete degli altri paesi aderenti: in termini più strettamente economici, ciò rappresentò quello che ha rappresentato per noi l’introduzione dell’Euro. L’Unione Monetaria Latina, che in origine doveva rimanere in vigore sperimentalmente solo quindici anni, sopravvisse invece fino ai primi anni del XX secolo, costituendo l’evento più importante della storia monetaria di quel periodo. Le stesse nazioni, inoltre, si impegnarono a non emettere monete non conformi per titolo, peso, valore e forma a quelle determinate nel trattato, adottando, in pratica, la legge italiana dell’agosto 1862 che è stata alla base della nostra monetazione. La fine della Prima Guerra Mondiale sancì il fallimento dell’Unione Monetaria Latina: esso fu dovuto all’assoluta mancanza di organismi comuni volti a coordinare le politiche economiche dei vari paesi. Non si era tenuto conto, inoltre, del disequilibrio economico tra i paesi aderenti e del criterio di cambio basato su un sistema bimetallico che si prestava, al variare del rapporto tra valore commerciale e valore legale dei due metalli (oro e argento), a facili speculazioni.
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