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| ASSOCIAZIONE CULTURALE "ACHERUNTIA" | ||
| VIA UMBERTO I - 85011 - ACERENZA (POTENZA) |
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COPIA DEL NIBBIO IN FORMATO ACROBAT )PDF) STAMPABILE OPPURE PAGINE SINGOLE |
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GIUGNO 2002 |
UNA NUOVA OPERA D'ARTE IN CATTEDRALE |
di Tonino Giordano |
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di Nicola Venosa UNA NUOVA OPERA D'ARTE IN CATTEDRALE di Tonino Giordano di Raffaele Parrella UNA FISARMONICA PER L'ASSOCIAZIONE
di Maria Antonietta Morlino
di Maria Lo Russo & Antonietta Viola
CANTINE APERTE 2002: VEDI COSA BEVI di Saverio Monaco AURORA 2001 - A.S. REAL ACERENZA 2° ROUND di Luigi Pomponio di Nicola Venosa di Anna Monaco |
Il Battistero della Cattedrale, posto nell’absidiola
situata nel transetto destro della Cattedrale verso la fine degli anni
sessanta, per motivi legati alla liturgia post conciliare, viene finalmente
ricollocato nel luogo proprio, dove è rimasto per secoli cioè nella navata
sinistra nei pressi del museo del duomo. L’opera è dello scultore Prof. Armando Marrocco,
originario di Galatina nella provincia di Lecce, ma trasferito nel 1963 a
Milano, dove vive e lavora. L’artista, autore di numerose e splendide
opere in bronzo è molto apprezzato dalla critica nazionale ed
internazionale. Numerose sono le sue presenze in rassegne italiane e
mondiali, da oltre trent’anni la sua produzione è rivolta soprattutto al
sacro e molte sue opere sono perfettamente inserite in cattedrali in Italia
e all’estero. La realizzazione dell’opera non doveva essere solo una
pura e semplice, seppur bella, copertura ma, come dice il prof. Cosimo
Damiano Fonseca in un suo intervento sul quotidiano Avvenire "si
trattava di conciliare nel programma iconografico, che al pari della
civiltà per immagini del medioevo, doveva consentire un intelligente
percorso di lettura, almeno due esigenze: quella ambientale, tenuto conto
della imponente fabbrica entro cui insiste il battistero costituita dall’attuale
cattedrale eretta nell’XI secolo in continuità con quella tardo –
antica, e il linguaggio storico – artistico che non poteva prescindere da
stilemi e forme in sintonia con la mentalità e il gusto di chi si pone oggi
in relazione con uno stigma fortemente coinvolgente sul piano teologico ed
ecclesiologico. Entro questo duplice registro si è inserito a meraviglia
Armando Marrocco". La copertura del battistero a cono piramidale è formata
dalla composizione di otto pannelli a spicchi in bronzo sui quali sono
rappresentate scene del vecchio e del nuovo testamento: la creazione, il
peccato originale, l’arca di Noè, il sacrificio di Isacco, il passaggio
del Mar Rosso, e ancora, l’annunciazione a Maria, la crocifissione del
Cristo e la sua resurrezione, mentre sulla cuspide della piramide spicca una
colomba simbolo di purezza e di pace. La Cattedrale di Acerenza, scrive
ancora il prof. Fonseca, "è un monumento saldamente integrato nella
realtà urbana sino ad indicarlo con lo slogan di Città Cattedrale come si
legge sulla segnaletica stradale che indirizza attraverso una sequenza di
pianori collinari, al vertice del monte nel cuore della Basilicata. Una
città cattedrale dove aveva sede, secondo la migliore tradizione cristiana,
con il vescovo, l’unico battistero della chiesa locale. E’ giusto,
quindi, che a questo segno di alto significato spirituale e liturgico si sia
sempre prestato, al pari dell’area sacrale dell’abside, una particolare
e doverosa attenzione". |
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