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| ASSOCIAZIONE CULTURALE "ACHERUNTIA" | ||
| VIA UMBERTO I - 85011 - ACERENZA (POTENZA) |
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COPIA DEL NIBBIO IN FORMATO ACROBAT )PDF) STAMPABILE OPPURE PAGINE SINGOLE |
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GIUGNO 2002 |
STORIA DI UNA COMMITTENZA |
di Nicola Venosa |
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di Nicola Venosa UNA NUOVA OPERA D'ARTE IN CATTEDRALE di Tonino Giordano di Raffaele Parrella UNA FISARMONICA PER L'ASSOCIAZIONE
di Maria Antonietta Morlino
di Maria Lo Russo & Antonietta Viola
CANTINE APERTE 2002: VEDI COSA BEVI di Saverio Monaco AURORA 2001 - A.S. REAL ACERENZA 2° ROUND di Luigi Pomponio di Nicola Venosa di Anna Monaco |
Non so se sia opportuno aggiungere alcune considerazioni sul travagliato iter che ha portato alla ricollocazione e valorizzazione dell’antico fonte battesimale ,ma è semplicemente per ricordare che nulla nasce per caso. L’idea di riportarlo nella sua posizione originaria con la realizzazione di una artistica copertura in bronzo, possiamo dire che si perde nella notte dei tempi. Per raggiungere lo scopo si sono intraprese diverse strade ma insorgevano sempre degli ostacoli non ultimo quello di natura economica. Entusiasmo per la verità intorno a quest’opera non ce n’è mai stato, anche se non comportava la distruzione di una per crearne un’altra (cosa a cui ho assistito e vi assicuro che la valutazione era molto soggettiva) nel nostro caso si trattava semplicemente di ricollocarlo nella sua sede naturale e valorizzarlo con una idonea copertura. Negli anni che hanno preceduto il Giubileo abbiamo più volte invitato autorità e cittadini a realizzare un’opera per lasciare un segno di questo passaggio così come hanno fatto i nostri predecessori, così come si è fatto nel 2000 in tantissimi comuni e parrocchie. Una serie di favorevoli coincidenze ma soprattutto la caparbia volontà e l’impegno assunto da qualcuno ha permesso che un sogno finalmente diventasse realtà. La volontà dei committenti era che l’opera fosse realizzata dai cittadini, dai fedeli, dall’intera comunità acheruntina e così risulta ufficialmente, ma diciamocelo, l’adesione è stata pressoché irrilevante, nonostante i pannelli ancora esposti nella navata destra della cattedrale con progetto, disegni e foto dell’opera ed un avviso pubblicato su Il Nibbio di Marzo. L’opera credo sia meritevole di lode, personalmente ho raccolto molte impressioni da parte di chi è venuto ad ammirarla, le espressioni più frequenti sono state: "– E’ come se fosse stato sempre allo stesso posto… con quel coperchio. – E’ così discreta la colorazione del bronzo che si confonde con quella della fonte. – Le raffigurazioni a rilievo sono appena accennate, sfiorate quasi compresse per non disturbare l’austerità della cattedrale" . A volte può sembrare che la realizzazione di queste opere appartenga ad altri tempi e che sia solo uno spreco di soldi. Credo che la fede si impari non solo ascoltando, ma anche attraverso altre vie. Ora che si è sempre meno propensi ad ascoltare, occorre tornare alla catechesi di sempre attraverso le immagini. Ci siamo mai chiesti cosa rappresentassero i tanti cicli pittorici che con tanti capolavori ornano e rendono più preziose le chiese e le cattedrali? L’arte non era fine a se stessa, ma aveva precisi scopi didattici e catechistici, pertanto l’arte ripercorre il cammino della chiesa cattolica che è la nostra fede.
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