|
|
||
| ASSOCIAZIONE CULTURALE "ACHERUNTIA" | ||
| VIA UMBERTO I - 85011 - ACERENZA (POTENZA) |
|
NOVEMVRE 2002 |
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO |
Saverio Saluzzi
|
||
|
di Nicola Venosa di Mimmo Chiummiento ANATOMIA DI QUATTRO STENDARDI DIPINTI di Mara Famularo di Canio Montanaro
GUIDA TURISTICA SULL'ALTO BRADANO
IN UN TARDO POMERIGGIO D'AGOSTO di Enzo Sivo
di Donato Pepe |
Ill.mo Sig. Presidente, mi consenta di sentirmi vicino a voi tutti, amici dell’Associazione Culturale, ora che le lacrime d’addio sono state tutte versate, e stanco il nostro animo vive lo stupore d’una inimmaginabile perdita. Pinuccio Agatiello ci ha lasciati soli nella cronaca della nostra quotidianità, in quella pioggia di sconforto fatto di spine nell’immenso arco delle memorie che sole recitano il balbettio d’una nostra solitudine. Egli, sì, ora è nella luce di Dio, laddove le carezze delle stelle sono canto alle virtù vissute e profuse nel complesso degli impegni professionali e nella dinamica concretizzazione sociale in cui espressiva era l’operosità del suo fecondo clima di pensiero, di suggerimenti, di interpretazioni. La sua cultura medica era vasta; illuminata la ricerca diagnostica; attenta e meditata ogni prescrizione curativa. Era un entusiasta delle amicizie vere e sincere, fra cui era fruttuosa e saggia la sua parola. Nella mia infanzia e nella mia fanciullezza fu Pinuccio uno dei miei più cari compagni di giochi. Portavamo per le vie della nostra Acerenza le meraviglie della nostra luce fanciulla, l’esuberanza delle nostre atmosfere di vita fatta di quella innocente felicità scritta sulle pagine d’un nostro mito di crescita nella favola degli anni. Più volte m’ha voluto ad Acerenza e verso me e mia moglie è stato sempre ricco di ospitalità e di premure. Io e Stella ora sentiamo nell’animo un vuoto e sembra di vivere l’incubo di un orribile sogno. Io sarei dovuto venire ad Acerenza nel prossimo settembre per un pomeriggio dedicato alla mia attività letteraria e Pinuccio avrebbe dovuto parlare di me: così telefonicamente il 24 luglio scorso m’aveva annunciato il direttore Donato Pepe. Ora non mi sento di vestire a festa il mio animo genuflesso nel dolore e vestito in gramaglie. Vi prego di capirmi e di accettare, con i miei ringraziamenti, le mie scuse. Perdonatemi tutti voi, miei carissimi concittadini. Con stima e amicizia Saverio Saluzzi
|
|||