ASSOCIAZIONE CULTURALE "ACHERUNTIA"
VIA UMBERTO I - 85011 -  ACERENZA (POTENZA)

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CORTEO STORICO

CATTEDRALE

 NOVEMBRE 2001

L'ULTIMO METROPOLITA

di Tonino Giordano

UN GIORNO DI SCUOLA IN VIA DEI FORI IMPERIALI

di 

Donato Saluzzi

 

PERCORSI LETTERARI ACHERUNTINI

di Antonietta Pepe

 

LA GALLERIA DEGLI STEMMI

di Tonino Giordano

 

SALOTTI NEL BORGO ALBERGO 

di Nicola Venosa

 

NEW YORK, 11 SETTEMBRE

 

L'ASSOCIAZIONE CAMBIA SEDE

 

NOTIZIE IN BREVE

 

DA MODICA .... RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

 

L'ULTIMO METROPOLITA

di Tonino Giordano

 . Giuseppe VAIRO, nato a Paola in provincia di Cosenza il 24 Gennaio del 1917, ordinato sacerdote il 16 giugno del 1940, matura la sua esperienza pastorale con i ragazzi della G.I.A.C. e della G.F., con la F.U.C.I., con il Movimento dei Laureati Cattolici e nell’insegnamento. Grande ed enciclopedica la sua cultura che spaziava indifferentemente dalla teologia al diritto, dalla letteratura alla medicina, dalle arti alla storia. Alle volte, nelle omelie, volava talmente alto da sembrare, ai più, incomprensibile. Fu eletto giovanissimo, a soli 44 anni, vescovo della Chiesa di Utina l’8 luglio del 1961, dopo pochi mesi gli fu affidata la sede episcopale di Gravina e Irsina, il 19 gennaio del 1962 e padre conciliare attento e interessato alle grandi innovazioni che il Vaticano II stava per varare, con Papa Giovanni XXIII prima, e Paolo VI poi. Nominato amministratore apostolico di Acerenza il 28 giugno del "66, viene promosso Arcivescovo della stessa sede nel dicembre del 1970.

Essendo arcivescovo di Acerenza, gli vengono affidate prima, nel 1973, le diocesi di Melfi, Rapolla e Venosa e successivamente, nel 1976, anche la Chiesa di Tricarico. Il 3 dicembre del 1977, essendo sempre arcivescovo di Acerenza, sollevato dal governo pastorale della diocesi di Tricarico, viene nominato Arcivescovo metropolita di Potenza, Marsico Nuovo e Muro Lucano, reggerà così fino al 1979 ambedue le Chiese, fino a quando l’11 febbraio di quell’anno, viene sollevato dalla guida della diocesi di Acerenza, che nel frattempo aveva, dopo oltre otto secoli, perso il titolo di Arcidiocesi Metropolita.

In sintesi, tante le responsabilità che hanno gravato per circa un ventennio sulla persona dell’indimenticato pastore. Sempre, quando lo si incontrava, fioriva un sorriso sulle sue labbra, un sorriso paterno, fiducioso, rassicurante; mai un accenno alla fatica, alla stanchezza fisica o mentale pur non avendo mai un momento di vero riposo, giammai si è risparmiato, presente sempre ed ovunque. Mons. VAIRO da circa due mesi ci ha lasciato, ha raggiunto la casa del Padre e la gloria dei Santi, ha lasciato una grande eredità a tutti quanti quelli che lo hanno avvicinato e conosciuto, aveva fatto delle beatitudini la regola della sua vita: grande povertà, grande semplicità, umiltà, carità e purezza di cuore. Una volta, nel cortile d’ingresso del seminario maggiore di Salerno, scambiato per un semplice sacerdote, perché senza zucchetto e croce pettorale, invitato a scaricare del materiale da una macchina, prontamente si mise a disposizione.

Tanta confidenza nella Provvidenza, come quella mattina di Pasqua, ritornando da Melf