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| ASSOCIAZIONE CULTURALE "ACHERUNTIA" | ||
| VIA UMBERTO I - 85011 - ACERENZA (POTENZA) |
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NOVEMBRE 2001 |
PERCORSI LETTERARI ACHERUNTINI |
di Antonietta Pepe |
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UN GIORNO DI SCUOLA IN VIA DEI FORI IMPERIALI di Donato Saluzzi PERCORSI LETTERARI ACHERUNTINI di Antonietta Pepe
di Tonino Giordano
di Nicola Venosa
DA MODICA .... RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
di Tonino Giordano |
"C’è nel segreto della pietra una costante testimonianza di passione, che ci racconta l’inesauribile trepidazione dei secoli, le trascurabili filosofie, le ansie dimoranti, le sofferenze…." Come il poeta acheruntino Saverio Saluzzi cerca nelle pietre del suo paese, nella storia locale, il senso storico ed umano della vita, così i nostri letterati imprimono nel tempo, mediante la Parola, memoria e messaggio della consapevole appartenenza alla vita della comunità! E’ la parola espressa, meditata, resa patrimonio di tutti che diventa dialogo e coscienza comune. L’agosto acheruntino ha presentato quest’anno tre "Incontri con autore", a cui la comunità ha partecipato numerosa, con curiosità e con espressa soddisfazione. Incontrare come autore un parente, un amico, rende increduli, quasi schivi, si ha la percezione di conoscere dal di dentro la storia e questo rende il tutto intimo, quasi un rito dell’animo collettivo. Questo è quanto di coinvolgente, ho colto collaborando alle serate di presentazione. Alla delicatezza dell’incontro con il poeta-contadino Antonio Cimino, a cui questo giornale ha già dedicato una presentazione, sono seguite le serate dedicate ad Antonio Castronuovo, in arte narrativa: Roberto Asnicar, che ha pubblicato su scala nazionale un romanzo ambientato ad Acerenza: Il segreto di Assunta ed. Mobydich, Faenza 2001 Antonio Castronuovo é un uomo eclettico, dotato di una grande curiosità intellettuale e di una singolare capacità di rielaborazione che stimolano il lettore ad intraprendere percorsi su temi che vanno dall’esistenziale al politico, dal saggio filosofico alla critica letteraria, senza dimenticare il suo saggio di critica musicale dedicato a Bartòk. Quando Antonio mi comunicò la stesura e la pubblicazione di un libro ambientato ad Acerenza, pensai subito ad un testo corale, conservando gli schemi dei tipici romanzi del Sud, vedi i racconti di Verga …o I fuochi del Basento di Nigro. Lui non mi anticipò nulla, ma escluse la coralità. Il suo romanzo è una sintesi atemporale, è un tempo che diventa permanente nell’umanità che scorre: è la presenza di fatti ed emozioni del singolo, in questo caso di Assunta, che vive la fatalità, ama, soffre, ritualizza il dolore! Il colore delle emozioni è espresso in una forma arcaica ed evidenzia contrasti ben delineati e riconosciuti da tutti, perché mediati nel ricordo di una tradizione di silenzi ormai lontana. Si pensi alla storia della poetessa Isabella Morra di Valsinni, questo sul piano della narrazione che diventa introspezione! Sul piano della descrizione dei luoghi l’autore ha scelto Acerenza, accompagnando il lettore come una guida lungo un percorso di scoperta e di familiarizzazione. Il romanzo Il segreto di Assunta diventa così, anche la voglia di conoscere e di entrare in una Cattedrale, luogo sacro senza tempo, in cui le storie individuali più personali e segrete hanno trovato rifugio, cercato fede, coltivato riscatto. E’ molto interessante una recensione scritta da Lorenza Montanari sul Giornale di massa nell’aprile 2001.… "Egli ci porta ad Acerenza, un paese della Lucania…e qui siamo nel concreto, nell’oggi, con i problemi di far combaciare la modernità con la natura imprevedibile di sempre. Chi è la misteriosa figura femminile che si muove nella Cattedrale?… …E allora entriamo nell’introspezione insieme al protagonista, che si immerge nell’anima… …l’autore non si limita al romanzo di immaginazione ma dà infine vita ad un’allegoria filosofica sulla condivisione del dolore…" Il terzo incontro ha visto come protagonista Domenico Gilio, poeta … educatore di fatto e di parola. La sua poesia è un messaggio interiore, universale, è un investimento relazionale fra passato e nuove generazioni, affinché non si disperda la memoria umana ed evocativa. Egli ha collaborato con la nostra comunità scolastica per avviare un processo di penetrazione critica nella cultura locale, sperimentando la presentazione delle sue poesie su una supporto multimediale, cioè un CD, atto a comunicare suggestive atmosfere altrimenti non condivisibili. Cosa accade quando si presenta una poesia acheruntina ai nostri ragazzi? Le parole diventano immagini, grandi scenari in cui entrare e… sentirsi a casa. Il poeta ha presentato il suo terzo libro di poesie: Polvere rossa, Sovera Roma 2001. Le sue liriche sono un ripercorrere antichi tracciati della memoria, ma anche itinerari dell’anima, tessiture chiaroscurali d’ordinario quotidiano. Nella recensione della raccolta poetica, Giulio Panzani afferma: "Gilio scandisce il proprio tempo, quello interiore, ovvero quello intenso della poesia, nella percezione della "breve durata" che in Polvere rossa definisce però intuizioni che conferiscono all’esistenza ragione e significato." Propongo alcuni versi di una sua lirica che ci permette di riconoscerci fruitori dello stesso patrimonio di esperienza innalzato a canto poetico: "La Chiesa di Acerenza" La tua sacra pietra siede possente, armoniosa e quieta, sulla rupe di Acerenza, e nella profondità di spazi e lontananze, effusa della luce d’oriente, percossa dai venti sibilanti nelle case e nei crocicchi. Sul tuo sacrato, ignaro del tempo, mulinello del vento, ho giocato. Gilio ci insegna che narrare se stessi, narrare la propria comunità è costruire identità, è avere radici, è capacità di cogliere il presente come esperienza importante per garantirsi un futuro. Si può andare verso la cultura, …verso il futuro, con il rigore della scienza, con l’esuberanza della tecnologia , ma se ci guida il cuore, si va insieme con … la leggerezza della poesia.
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