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| ASSOCIAZIONE CULTURALE "ACHERUNTIA" | ||
| VIA UMBERTO I - 85011 - ACERENZA (POTENZA) |
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QUESTO NUMERO DEL NIBBIO E' SCARICABILE ANCHE IN FORMATO ACROBAT (PDF) |
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LUGLIO 2001 |
LA QUESTIONE ALBANESE |
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VENIVANO DA COSI' LONTANO.. E' DURATO TROPPO POCO di Sabrina Cuviello & Manuela Serena Lipori LA VIA CRUCIS: UN'ESPERIENZA ESTREMAMENTE INTERESSANTE di Marilisa Saluzzi
di Anna Monaco
di Nicola Venosa
IL SINDACO INCONTRA I CITTADINI di Nicola Venosa
AUGURI DI BUON COMPLEANNO A...
ACHERUNTINI IN.. SICILIA UNA FESTA DI LUOGHI, UN CANTO DI MEMORIA
DA MATERA UNA VENTATA DI GIOVINEZZA
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Per
tentare di capire la questione albanese è necessario conoscere il quadro
geopolitico almeno degli ultimi 50 anni. Con
il crollo dell’Italia alla fine della II guerra mondiale cessa la
dominazione italiana in Albania. Nel febbraio del 1945 viene proclamata la
repubblica del popolo albanese presieduto da Enver Hoxha il quale
schieratosi con Stalin ,negli anni cinquanta spazza via ogni forma di
opposizione,perseguita le istituzioni religiose fino a bandire la religione
in ogni sua manifestazione, tanto da essere dichiarato primo stato ateo del
mondo (1967); in campo economico si ha la collettivizzazione della proprietà
di stile sovietico. Nel
1960 in seguito all’apertura all’occidente di Krusciov,l’Albania entra
in conflitto ideologico con l’Unione Sovietica per cui rompe i rapporti
con questa e apre le relazioni con la repubblica popolare cinese. In seguito
però al viaggio di Kissinger a Pechino, Enver Hoxha negli anni settanta
rompe anche con la Cina per cui fino alla sua morte(1985) l’Albania si
trova completamente isolata da ogni contesto internazionale. Ossessionato
dall’incubo di una invasione sovietica o americana dissemina il territorio
albanese di oltre settecentomila bunker in acciaio e cemento armato. La
gravissima situazione economica del paese ,l’esasperazione di un popolo
tenuto per oltre 40 anni in uno stato di terrore, disinformazione e
isolamento, porta nel 1990 ad una protesta studentesca
e ad imponenti manifestazioni di piazza per cui il governo è
costretto a ripristinare la libertà di fede religiosa,la conduzione
agricola individuale,il voto segreto, la legalizzazione pluripartitica,a
concedere permessi per l’espatrio. Sono
questi i mesi in cui la possibilità di abbandonare il paese spinge, per
fame e per prospettive di migliori condizioni di vita, decine di migliaia di
profughi, ammassati su fatiscenti imbarcazioni,a sbarcare sulle coste
pugliesi. Questa
gravissima crisi politica ed economica spinge l’Italia a farsi carico di
una missione umanitaria denominata “Pellicano” costata 163 miliardi solo
nei primi 800 giorni. Le
elezioni del ‘92 vengono vinte dal Partito democratico guidato da Sali
Berisha che però fallisce il tentativo di riforma costituzionale e
democratico anche a causa del disastro economico. Alla
fine del ‘96 parte da Valona la rivolta contro il governo di Tirana. Questo
scenario politico aggravato da una situazione di totale anarchia favorisce
l’azione criminale di bande armate che fa partire un’altra missione
umanitaria multinazionale guidata dall’Italia, nota come operazione
“Alba”. Qual’è
la situazione delle infrastrutture in Albania? La
RETE STRADALE non asfaltata risale agli anni trenta per cui versa in
condizioni disastrosa,diventa impraticabile d’inverno e polverosa
d’estate. Il traffico veicolare risale appena ad una decina di anni fa
quando fu abolito il divieto di possedere un’automobile(Marzo ‘92). La
RETE FERROVIARIA è poco sviluppata e piuttosto inefficiente,inoltre
in assenza di autobus di linea il trasporto è interamente delegato ad una
incontrollata iniziativa privata. Il
PORTO è privo di attrezzature e procedure adeguate. La
RETE IDRICA nonostante la ricchezza di questo patrimonio che è anche
fonte di energia elettrica è inadeguata. L’acqua corrente viene spesso
erogata solo per poche ore al giorno a causa delle pessime condizioni della
rete,per scarsa manutenzione e infiltrazioni fognarie. La
RETE ELETTRICA. Con la fine del regime comunista sono aumentati i
consumi,una maggiore disponibilità di elettrodomestici
manda spesso in tilt la vecchia rete elettrica ormai inadeguata. I
problemi maggiori si presentano d’inverno quando per l’utilizzo
contemporaneo di scaldabagni e stufe interi quartieri vanno in black-out per
ore se non per giorni. La
CONDIZIONE FEMMINILE era regolata da una antica legge del Kanun che
considerava la donna un qualcosa di superfluo,che non aveva diritto ad
eredità, nè a scegliersi il marito, non aveva diritto sui figli,in caso di
infedeltà coniugale se il marito uccideva la moglie non era perseguibile da
alcuna vendetta.Anche se nel 1982 con il codice di famiglia viene
formalmente riconosciuta l’uguaglianza dei diritti e dei doveri tra uomo e
donna; la donna albanese vive ancora in uno schema tradizionale, per cui
mentre vi sono uomini che passano lunghe ore nei bar, le donne sono sempre
indaffarate a portare avanti casa e lavoro. CRIMINALITA’ il clima di anarchia diffuso dopo il comunismo ha fatto
nascere varie forme di criminalità che sono iniziate distruggendo e
saccheggiando edifici pubblici e proseguite con furti a case e negozi. Vi
sono omicidi e vendette per offese subite almeno cinquant’anni fa. L’Albania
di oggi si affaccia al mondo esterno bisognosa di assistenza immediata . La
fine dell’isolamento è testimoniata dall’aver messo a disposizione il
proprio territorio sia all’esigenze militari NATO per la guerra del Kosovo
sia delle organizzazioni umanitarie impegnate nell’accoglienza dei
profughi. L’Italia
ha costituito un punto di riferimento obbligato per il rafforzamento
dell’intera amministrazione albanese (polizia, sistema giudiziario,
dogana, scuola, organizzazione sanitaria). L’influenza
che l’Italia esercita sul tessuto socio-culturale albanese risulta
evidente da numerosi elementi:abbigliamento, alimentazione, ristorazione,
stile di vita in genere, preferenze televisive con conseguente diffusione
della lingua italiana. |
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