ASSOCIAZIONE CULTURALE "ACHERUNTIA"
VIA UMBERTO I - 85011 -  ACERENZA (POTENZA)

INDICE NIBBIO

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CORTEO STORICO

CATTEDRALE

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 LUGLIO 2001

FESTE DI CAMPAGNA

di  Anna Monaco

VENIVANO DA COSI' LONTANO.. E' DURATO TROPPO POCO

di Sabrina Cuviello

Manuela Serena Lipori

 

LA VIA CRUCIS: UN'ESPERIENZA ESTREMAMENTE INTERESSANTE

di Marilisa Saluzzi

 

FESTE DI CAMPAGNA

di Anna Monaco

 

QUO VADIS? 

DOKITA! 

di Nicola Venosa

QUESTIONE ALBANESE

 

IL SINDACO INCONTRA I CITTADINI

di Nicola Venosa

 

NOTIZIE IN BREVE

 

QUISQUILIE

 

HAI RITIRATO LA TESSERA?

 

LE MAJORETTE

 

AUGURI DI BUON COMPLEANNO A...

 

ACHERUNTINI IN.. SICILIA

DA MODICA

UNA FESTA DI LUOGHI, UN CANTO DI MEMORIA

DA SCICLI

ADORATA MAMMA

 

 

BASILICATA

 

DA MATERA UNA VENTATA DI GIOVINEZZA

 

C’era un detto "vu fa fist e fistcedd aia accumnzà da la ngurnatedd". La festa dell’Incoronatella è l’ultimo sabato di Aprile, esiste da tempi remoti, fino a qualche decennio fa era animata da una banda detta La band d’ Secuta Purc’ composta da quattro elementi: clarinetto, tamburo, cassa e piatti; i componenti di questo gruppo erano di Oppido o di Cancellara e raggiungevano Acerenza a piedi. Il giorno della festa dopo aver fatto un giro per le vie del paese scendevano sempre a piedi all’Incoronatella dove prima della S. Messa per intrattenere i pellegrini suonavano davanti alla cappella. Il pomeriggio dopo aver pranzato sull’erba la gente continuava a divertirsi cantando o ballando sull’aia dietro la pagliera accompagnata da qualche organetto.

Prima che arrivasse il buio si avviavano per il ritorno, la maggior parte a piedi, solo alcuni con l’asino o il mulo. Veniva poi la festa della Madonna del Cupo che ricorreva la prima domenica di Maggio, questa festa veniva gestita da Don Michele Gala e i Pietragallesi. Don Michele celebrava la S. Messa e i Pietragallesi portavano le bisacce piene di pane e ricotta che distribuivano dopo la messa ai ragazzi.

I ragazzi che non si vergognavano si mettevano in ginocchio a forma di cerchio davanti la chiesetta, con una corona di spine in testa e ricevevano da due persone poste al centro del cerchio una fetta di pane e un po’ di ricotta. Poi don Michele tornava a cavallo fino al convento dove si formava la processione che a mezzogiorno giungeva in cattedrale al suono festoso delle campane.

L’otto Maggio la festa di S. Michele si univa a quella della Madonna di Pompei con celebrazione della Messa a tutte e due le cappelle, prima non si faceva il mese di Maggio con la messa a Pompei tutte le mattine. Il pomeriggio si tornava a S. Michele e mentre le persone più anziane si univano con amici e compari per mangiare sull’erba frittate, salame, carciofi, baccalà...i giovani al suono dell’organetto ballavano tra loro essendo proibito ballare con le ragazze. Questi per ogni ballo pagavano un soldo a testa all’organettista.

La terza domenica di Maggio ricorreva la festa della Madonna del Macchione. Sempre a piedi si scendeva in pellegrinaggio, le ragazze mettevano una corona in testa e in fila si recavano fino a questa chiesetta, dove si celebrava la S. Messa, dopodiché senza che vi fossero particolari divertimenti si tornava in paese. La chiesa della Madonna del Macchione che dopo il terremoto è sparita, apparteneva a don Canio La Gala, gli attuali proprietari conservano ancora il quadro e la campana.

Questi erano i divertimenti e le feste di quei tempi che servivano a rinsaldare la parentela, i comparizi, la stima delle amicizie, bastava una "conversazione" di questo tipo, che difficilmente si poteva fare in casa per mancanza di spazio, per essere contenti.