ASSOCIAZIONE CULTURALE "ACHERUNTIA"
VIA UMBERTO I - 85011 -  ACERENZA (POTENZA)

INDICE NIBBIO

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CORTEO STORICO

CATTEDRALE

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 LUGLIO 2001

LA VIA CRUCIS: UN’ESPERIENZA ESTREMAMENTE INTERESSANTE

di  Marilisa Saluzzi

VENIVANO DA COSI' LONTANO.. E' DURATO TROPPO POCO

di Sabrina Cuviello

Manuela Serena Lipori

 

LA VIA CRUCIS: UN'ESPERIENZA ESTREMAMENTE INTERESSANTE

di Marilisa Saluzzi

 

FESTE DI CAMPAGNA

di Anna Monaco

 

QUO VADIS? 

DOKITA! 

di Nicola Venosa

QUESTIONE ALBANESE

 

IL SINDACO INCONTRA I CITTADINI

di Nicola Venosa

 

NOTIZIE IN BREVE

 

QUISQUILIE

 

HAI RITIRATO LA TESSERA?

 

LE MAJORETTE

 

AUGURI DI BUON COMPLEANNO A...

 

ACHERUNTINI IN.. SICILIA

DA MODICA

UNA FESTA DI LUOGHI, UN CANTO DI MEMORIA

DA SCICLI

ADORATA MAMMA

 

 

BASILICATA

 

DA MATERA UNA VENTATA DI GIOVINEZZA

 

Anni 1970, 1971, 1982: ad Acerenza si organizza la Sacra rappresentazione della via crucis! Da allora non è stata presa nessuna iniziativa atta a rinnovare la tradizione. Così, vestiti lasciati ad invecchiare in cartoni, attrezzature abbandonate e soprattutto volontà zero. Tutti ne parlavano, ma nessuno cominciava a mettersi all’opera per la riorganizzazione. Fu una sera di fine Febbraio che un gruppo di giovani della Parrocchia Sant’Antonio, incoraggiati da Padre Mario, un po’ per scherzo, un po’ per sfida, decise si rispolverare questa tradizione abbandonata da anni. L’idea entusiasmò un po’ tutti i promotori facenti parte della parrocchia. La prima domanda che nacque fu: "I vestiti e le attrezzature occorrenti li prendiamo in prestito o li confezioniamo noi?" I vestiti li avremmo realizzati noi per poi, eventualmente riutilizzarli negli anni successivi. Cominciammo a dividerci i compiti da svolgere; chi si sarebbe occupato del materiale occorrente, chi delle stoffe. Vi erano, inoltre da elaborare i copioni

e le musiche. Dopo esserci divisi per gruppi di lavoro ci demmo da fare, anche perché il tempo a disposizione era estremamente limitato. Padre Mario, con l’aiuto di alcuni ragazzi lavorava per la realizzazione delle corazze dei soldati, degli elmi, delle lance e spade, mentre dall’altra parte c’erano un gruppo di sarte che si erano offerte per cucire i vestiti degli altri personaggi. Le stanze adiacenti al chiostro del convento in breve tempo erano diventate dei veri e propri cantieri di lavoro: sartoria, falegnameria, ferramenta e quant’altro. Benché lavoravamo in modo abbastanza costante, dentro di noi c’era sempre il dubbio se saremmo riusciti a portare a termine un progetto del genere in così poco tempo. Intanto dopo intensi e lunghi giorni di lavoro, cominciavano a materializzarsi i nostri progetti. Che bello! Stavamo apprendendo tante nuove tecniche, come lavorare il legno, il ferro e addirittura carpire i segreti delle sarte per confezionare i vestiti! Cuciti i vestiti, mancavano i personaggi; decidemmo, allora, di contattare per collaborare con noi anche la Parrocchia Santa Maria Assunta e l’Associazione Culturale Acheruntia. Via! Tutti a collaborare per la realizzazione della Sacra rappresentazione della via crucis, che si sarebbe tenuta il giorno 14 Aprile per le strade del paese. Ormai tutto o quasi era pronto, si aspettava con ansia ed eccitazione il giorno stabilito. Però, ecco….. qualche ora prima dell’inizio della rappresentazione, quasi come per volontà divina comincia a nevicare! Panico fra noi. Che si fa? La rinviamo? Mandiamo a monte tanto tempo di lavoro? No! La via crucis si sarebbe svolta all’interno della nostra magnifica Cattedrale. Tutti si prodigano per allestire le scenografie nella maestosità del "tempio" sacro. Ore 15:30, si alza il sipario. Gli attori, che fino a dieci minuti prima scherzavano e ridevano fra loro, sembravano all’improvviso trasformati; calati ognuno nel proprio ruolo, facendo rivivere a noi tutti una grande emozione sopita ormai da anni. Gli spettatori non giravano il capo né a sinistra né a destra, nulla riusciva a distrarli; erano lì immobili, concentrati, con gli occhi lucidi ed in silenzio. Sembrava quasi che quella neve, che tanto ci aveva fatto disperare, fosse venuta di proposito, per attutire anche i rumori esterni e rendere tutto più silenzioso, mistico per rievocare la "Passio Christi". Come è andata? Non spetta certo a me instaurare processi ed emanare condanne o assoluzioni. La verità è che abbiamo fermamente creduto in ciò che è stato realizzato convinti e sicuri che questa esperienza abbia maturato la consapevolezza che le azioni quotidiane hanno senso quando vi è un obiettivo da raggiungere. L’augurio è che tale iniziativa non sia frutto di estemporaneità e perché ciò non accada, occorre che tutte le agenzie educative, in un clima di concertazione, programmino fin da ora gli obiettivi da raggiungere a medio e lungo termine.