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Era sorella di Gisulfo II,
Principe di Salerno. Dopo il 1059 andò sposa a Roberto il Guiscardo,
che intanto aveva ripudiato la sua prima moglie Alberada. Fu madre di
Ruggero duca di Puglia.
Donna intelligente e colta,
raffinata nei gusti, amante della cultura, dell'arte, della musica, sapeva
ammorbidire e ricondurre a ragione il carattere spigoloso e violento del
marito, il "furbo", ottenendo risultati nel campo politico e
sociale, senza dover ricorrere sempre alla guerra.
Donna di grande fede e sinceramente devota della Chiesa, era ascoltata
da Vescovi e Papi; convinta della forza morale di un popolo basata sulla
religione, promosse la formazione di tutti i ceti sociali, istituendo
scuole e favorendo la cultura e l'arte. Verosimilmente avendo riconosciuto
l'importanza strategica di Acerenza e il suo ruolo positivo giocato dai
suoi Arcivescovi nel processo di pacificazione e di integrazione dei Normanni
nel tessuto sociale dell'"Italia", si deve a lei l'atto di fedeltà
giurato da Roberto al Papa e la costruzione della Cattedrale.
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