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Roberto d'Altavilla, detto
"il Guiscardo", "l'astuto", nato in Normandia nel
1058, era figlio di Tancredi d'Altavilla, uno tra i primi Normanni a scendere
in Italia. Roberto il Guiscardo scese in Italia nel 1047 per combattere, come mercenario di Guaimario V, principe di Salerno, i Bizantini di Calabria. Morti prima i fratelli Guglielmo, poi Drogone e Umfredo, Roberto usurpò ai nipoti la Puglia e poco dopo stipulò un accordo col pontefice Niccolò II (Melfi, 1059) dal quale ottenne l'investitura dei ducati di Puglia e Calabria e della contea di Sicilia (allora occupata dagli arabi). Aveva così inizio la politica
di alleanza tra la Santa Sede, impegnata in quegli anni nella lotta per
le investiture e quindi bisognosa di garantirsi appoggi e tranquillità
nel mezzogiorno d'Italia, e i normanni, decisi a legalizzare con titoli
derivanti da uno dei poteri universali la propria posizione. La reazione bizantina non si
fece attendere: l'imperatore Michele Comneno si alleò con Enrico IV di
Germania che, invaso lo stato pontificio e catturato papa Gregorio VII,
già minacciava i possedimenti normanni. Ritornato in Grecia, mentre assediava Cefalonia nel 1085, Roberto il Guiscardo morì improvvisamente, lasciando al nipote Ruggero II, padre di Costanza e nonno di Federico II e Guglielmo II, il compito di unificare l'Italia meridionale nel Regnum Siciliae.
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